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Avatar di Cintia

Una riflessione che considero davvero eccezionale per lucidità e onestà intellettuale.

Non è un testo che si limita a descrivere l’emigrazione dei giovani dal Mezzogiorno: la mette davanti ai nostri occhi per quello che è, un fenomeno strutturale che impoverisce il tessuto sociale e culturale. Mi ha colpito il rifiuto di ogni retorica e la scelta di basarsi sui fatti, senza attenuanti né scorciatoie narrative.

La “valigia pronta” non è un’immagine poetica, ma una realtà concreta. Questo articolo mi ha ricordato quanto sia urgente tornare a parlare di responsabilità, di scelte politiche e di prospettive vere. È un pezzo che non consola: invita a riflettere seriamente. Ed è proprio per questo che lo trovo così potente. Complimenti!

Avatar di Kafka SRL

Mi sono occupato professionalmente di efficacia ed efficienza delle politiche pubbliche, per diversi decenni. Ho lavorato all'estero e in molte regioni d'Italia ma specialmente in alcune del Sud. Ciò significa che ho visto i meccanismi decisionali dall'interno, e con adeguati strumenti di analisi ho potuto valutarne i risultati. Il bilancio è assolutamente negativo. Vale per tutte le Regioni in cui ho lavorato, ma con un'abissale differenza fra quelle del Nord e del Sud. Nel caso della Sicilia lo sciagurato Statuto Speciale (è sciagurato in generale, come principio, non solo per la Sicilia) aggrava la situazione con degli sprechi inaccettabili e fuori dalla possibilità di intervento correttivo statale. Per molti anni, in passato, ho sentito amici lamentare la "colonizzazione" piemontese come causa di tutti i mali del Mezzogiorno, e ne ho letto anche da parte di commentatori meridionali; ovviamente nessuno di loro aveva letto Gramsci. Comunque: le colpe "piemontesi" sono in buona parte vere, così com'è vero che dopo la II^ Guerra il nuovo Stato repubblicano ha riversato delle somme enormi nel Sud senza cavare un ragno dal buco. C'è sempre stata una perversa alleanza fra la fauna politico-amministrativa meridionale (che ha sostituito gli agrari gramsciani) e i leader politici romani, almeno fino al crollo del sistema politico della Prima Repubblica; dopo, in ogni caso, è stato troppo tardi. Roma dava soldi a babbo morto al Sud in cambio di voti; i ras meridionali distribuivano in base a sfacciate clientele (che non hanno mai permesso la crescita di una sana classe imprenditoriale). Pace sociale mantenuta e voti assicurati in cambio di una mancata crescita industriale, ma anche sociale e culturale.

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